Percorrere la Forgotten World Highway, ovvero l’autostrada numero 43 del mondo perduto, significa attraversare una delle zone più remote e affascinanti dell’Isola del Nord, in Nuova Zelanda. La strada collega Stratford a Taumarunui per circa 150 chilometri. Attraversa vallate isolate, foreste, gole e antichi insediamenti ormai quasi dimenticati.

Giorgio Di Marco jr

Nel mezzo di questo paesaggio si trova Whangamomona, un piccolo villaggio che sembra uscito da un film western. Poche case, una strada principale, vecchi edifici e soprattutto lo storico Whangamomona Hotel. Ma c’è una particolarità: gli abitanti hanno dichiarato il paese una repubblica indipendente.

Voglia d’Indipendenza

La storia comincia molto prima della Repubblica. Whangamomona nacque nel 1895, quando i pionieri iniziarono a colonizzare questa difficile regione. La vita era tutt’altro che semplice. Le strade diventavano fiumi di fango durante le piogge e raggiungere il villaggio poteva richiedere ore. 

Per qualche decennio la comunità prosperò. Arrivarono una scuola, negozi, servizi postali e, soprattutto, la ferrovia. Nel 1933 venne completata la linea ferroviaria attraverso questa regione, dando nuovo impulso all’economia locale. Ma con il passare degli anni il villaggio iniziò lentamente a spopolarsi. Poi arrivò il 1989. Una riforma amministrativa ridisegnò i confini regionali della Nuova Zelanda. Whangamomona, insieme ad altre località, venne trasferita dall’area di Taranaki alla regione di Manawatū-Wanganui. Gli abitanti non la presero bene. Si sentivano legati a Taranaki e consideravano assurdo essere assegnati a un’altra regione.

La protesta nacque, ironicamente, davanti a qualche birra nel bar del Whangamomona Hotel. L’idea fu semplice: se il governo voleva cambiare i confini, loro avrebbero fondato una propria nazione. Il 1º novembre 1989 venne proclamata la Repubblica di Whangamomona. Fu una dichiarazione simbolica, naturalmente. La Nuova Zelanda non riconobbe l’indipendenza. Ma la trovata ebbe un successo enorme. Arrivarono giornalisti e curiosi da tutto il Paese. 

Nacque anche la tradizione del Republic Day, una festa oggi organizzata ogni due anni. Si elegge un presidente e si vendono persino i passaporti della Repubblica.

Goliardici presidenti della repubblica

Nel 1999 gli abitanti elessero Billy Gumboots, una capra. Vinse con una valanga di voti. Secondo la leggenda locale, mentre era vicino all’unico seggio elettorale, avrebbe persino mangiato la scheda del suo avversario. Billy morì nel 2001, a quattordici anni, e ricevette un vero e proprio funerale di Stato. Dopo di lui arrivarono altri presidenti eccentrici, compreso Tai, un barboncino, e una tartaruga.

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Oggi la Repubblica continua a esistere come curiosa tradizione locale e straordinario richiamo turistico. Il vero significato della Repubblica, però, va oltre la goliardia. È il simbolo dell’indipendenza e dello spirito comunitario di una popolazione che per decenni ha vissuto ai margini.

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La Forgotten World Highway sembra fatta apposta per condurre fin qui: una strada attraverso un mondo dimenticato, attraverso fitte verdi foreste fino a un piccolo villaggio che, per protesta, decise semplicemente di inventarsi un Paese tutto suo.

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