Sulla costa orientale della penisola di Coromandel, nell’Isola del Nord della Nuova Zelanda, esiste una spiaggia che sembra uscita da un racconto fantastico. Si chiama Hot Water Beach e la sua particolarità è semplice da spiegare, ma sorprendente da vivere: sotto la sabbia dorata scorre acqua geotermica che può raggiungere temperature di circa 64 °C.

Il momento magico arriva con la bassa marea. Per circa due ore prima e dopo il suo culmine, una zona della spiaggia diventa accessibile e i visitatori arrivano armati di secchielli e soprattutto di pale, spesso noleggiate sul posto. L’obiettivo? Scavare una piccola buca nella sabbia e trasformarla in una piscina termale privata.

Scegliere la buca giusta

La scena è quasi comica: decine di persone scavano freneticamente come archeologi improvvisati, cercando il punto in cui l’acqua calda comincia a filtrare dal terreno. Qualcuno trova acqua troppo bollente, qualcun altro troppo fredda. La soluzione è creare un equilibrio tra la sorgente termale e l’acqua dell’Oceano Pacifico. Quando la temperatura è finalmente quella giusta, ci si può sdraiare nella propria piccola vasca naturale mentre, a pochi metri, le onde continuano a infrangersi sulla riva.

Un aneddoto curioso: le piscine non sono necessariamente “private”. È abbastanza comune che il confine di una vasca venga distrutto da un’onda o che due gruppi decidano semplicemente di condividere lo stesso piccolo spazio. In questo modo Hot Water Beach diventa anche un luogo di incontro: sconosciuti provenienti da paesi diversi finiscono seduti nella stessa pozza, ridendo e confrontando le proprie tecniche di scavo.

Giorgio Di Marco jr

Ma c’è una regola fondamentale: controllare le maree prima di partire. Quando arriva l’alta marea, infatti, la zona delle sorgenti viene completamente sommersa e scavare diventa impossibile.

Non solo acqua calda

Un altro dettaglio sorprendente è che Hot Water Beach non è soltanto un’attrazione geotermica. La spiaggia è esposta al Pacifico e presenta anche buone condizioni per il surf, sebbene le correnti possano essere forti e rendano il mare rischioso in determinate condizioni. Per questo è importante seguire le indicazioni dei bagnini e nuotare tra le bandiere quando il servizio di sorveglianza è attivo.

Come ampliare una esperienza unica

Se si visita la spiaggia di sera, l’esperienza può diventare ancora più suggestiva. Con la marea giusta e un cielo limpido, alcune persone si immergono nelle piscine calde sotto le stelle. Durante l’inverno australe è persino possibile osservare Matariki, l’ammasso stellare che nella tradizione Māori annuncia l’inizio del nuovo anno.

Hot Water Beach, insomma, è uno di quei luoghi in cui la natura sembra aver organizzato uno scherzo perfetto: da una parte l’acqua fredda e potente dell’oceano, dall’altra il calore nascosto nelle profondità della Terra. Basta una pala, un po’ di pazienza e la giusta marea per trasformare un semplice tratto di spiaggia in una spa naturale. E forse è proprio questo il suo fascino: per qualche ora, chiunque può scavarsi il proprio piccolo angolo di paradiso.

Giorgio Di Marco junior