La cantautrice e polistrumentista canadese Loreena McKennitt, artista multiplatino, ha pubblicato il 9 ottobre 2026 “The Mask and Mirror Definitive Edition”, un cofanetto dedicato al suo quinto album uscito nel 1994. La raccolta comprende due CD, un DVD e un Blu-ray audio, con registrazioni, filmati e materiali d’archivio che permettono di conoscere più da vicino la storia del disco, dalla sua realizzazione ai concerti che seguirono. Il disco è uno dei lavori con cui l’artista ha ampliato la sua ricerca musicale, affiancando alla tradizione celtica influenze provenienti dal Mediterraneo e dal Medio Oriente.
“The Mask and Mirror”: le origini dell’album
Quando “The Mask and Mirror” esce nel 1994, Loreena McKennitt ha già sviluppato uno stile musicale, fortemente legato alla tradizione celtica. Con questo quinto album, però, decide di guardare oltre, seguendo il suo interesse per la storia, la letteratura e le religioni. La sua attenzione si concentra soprattutto al XV secolo e ai rapporti tra Oriente e Occidente. Nei brani emergono riferimenti alla Spagna e al Marocco, al cristianesimo e all’Islam, ai pellegrinaggi medievali e alla storia dei cavalieri templari.
La cantautrice che si era già fatta conoscere anche attraverso interpretazioni di brani tradizionali come “Blacksmith” e “She Moved Through the Fair”, affianca così alle proprie radici celtiche elementi provenienti dalle tradizioni musicali del Mediterraneo e del Medio Oriente. Così nasce un disco in cui convivono influenze differenti, frutto di una ricerca che va oltre la sola dimensione musicale.
Dalla poesia di Yeats a Shakespeare: le origini delle canzoni
La letteratura occupa un posto importante in “The Mask and Mirror”. Per alcuni brani Loreena McKennitt sceglie di partire da testi poetici e teatrali, attingendo ad autori di epoche e provenienze diverse. “The Dark Night of the Soul” si basa su una poesia del mistico spagnolo San Giovanni della Croce, mentre “Cé Hé Mise le Ulaingt? The Two Trees” riprende un testo del poeta irlandese William Butler Yeats. In “Prospero’s Speech”, invece, la cantautrice utilizza il monologo conclusivo di Prospero tratto da “La tempesta” di William Shakespeare.
Non mancano le canzoni nate dai suoi viaggi. “Marrakesh Night Market”, ad esempio, prende spunto da una visita notturna a Marrakech durante il Ramadan. Anche “Full Circle” è legata a quell’esperienza e, in particolare, al ricordo dei fedeli che si recavano alla moschea per la preghiera all’alba. In “Santiago” riprende una melodia delle Cantigas de Santa Maria, raccolta medievale associata ad Alfonso X di Castiglia. Tra le canzoni del disco compare anche “The Bonny Swans”, che sarebbe diventata una delle più conosciute del suo repertorio.
“The Mask and Mirror Definitive Edition”: gli archivi del disco
“The Mask and Mirror Definitive Edition” riunisce quattro dischi, masterizzati a Toronto da Jeff Wolpert, tecnico del suono vincitore di tre JUNO Award. Oltre ai due CD, al DVD e al Blu-ray audio, il cofanetto comprende un volume con copertina rigida e un booklet di 32 pagine. Sono presenti l’artwork originale, le note dell’album, fotografie, interviste e documenti del 1994 e del 1995, insieme a materiali delle prove e registrazioni audio, in molti casi mai pubblicati prima. Tra i contenuti video ci sono circa 30 minuti di filmati inediti della sua partecipazione al programma radiofonico statunitense “Mountain Stage” e la registrazione completa, restaurata, di una sua esibizione di 30 minuti all’Avon Theatre.
La raccolta comprende anche un racconto autobiografico in quattro parti, affidato alla voce della stessa cantautrice che ricorda i viaggi che hanno ispirato le canzoni, le sessioni di registrazione e la tournée internazionale che seguì l’uscita dell’album. Torna inoltre su quel periodo della propria vita, raccontando come lo considera oggi, a più di trent’anni di distanza.
14.10.2026 – Barbara Scardilli