Patrick Wolf torna in Italia con due concerti a pochi giorni dall’uscita di “Crying The Neck”, il nuovo album previsto per il 13 giugno. Il cantautore londinese sarà sabato 31 maggio alla Santeria Toscana 31 di Milano e domenica 1° giugno al Locomotiv Club di Bologna, nell’ambito dell’Express Festival. Le due date precedono la pubblicazione del disco e includeranno anche alcuni brani del nuovo lavoro.
Il nuovo album “Crying The Neck”
“Crying The Neck” è il suo settimo album in studio e il primo sulla lunga distanza dopo tredici anni. Nel 2023 il musicista aveva interrotto il periodo di assenza discografica con l’EP “The Night Safari”, tornando così alla pubblicazione di materiale inedito.
Il nuovo disco è stato scritto e registrato a Ramsgate, città costiera del Kent dove l’artista vive e ha allestito uno studio nel proprio giardino. La lavorazione parte anche dal materiale composto negli anni trascorsi lontano dalle scene e successivamente ripreso per dare forma al progetto.
In quel periodo Patrick Wolf aveva accumulato circa ottanta brani, materiale che successivamente ha iniziato ad organizzare seguendo un criterio legato alla Ruota dell’Anno celtica e al susseguirsi delle stagioni. Da questa impostazione nasce “Crying The Neck”, primo capitolo di un progetto pensato in quattro album, ciascuno associato ad un diverso momento dell’anno.
Il titolo deriva invece da un antico rituale legato alla conclusione del raccolto, presente nella tradizione del sud-ovest dell’Inghilterra. L’immagine della mietitura diventa uno dei riferimenti del disco e si collega ai temi della fine, della perdita e di ciò che continua dopo la conclusione di un ciclo.
L’album è dedicato a sua madre e comprende canzoni nate sia durante gli anni della malattia sia dopo la sua scomparsa. Il lutto non rimane però l’unico argomento del lavoro: nelle tredici tracce entrano anche il rapporto con i luoghi, l’identità, le relazioni e i cambiamenti avvenuti in Inghilterra negli ultimi anni.
Tra i brani del disco, “The Last Of England” affronta il rapporto con il proprio Paese e il senso di appartenenza, mentre “Limbo”, realizzato con Zola Jesus, sposta l’attenzione sulla dimensione sentimentale.
Sul piano musicale, “Crying The Neck” mette insieme strumenti acustici, archi, elettronica e tastiere, elementi già presenti in diverse fasi della sua produzione. Il cantautore ha curato scrittura, composizione, produzione e arrangiamenti, affiancato nella fase conclusiva da Brendan Cox come coproduttore e ingegnere del suono. Alle registrazioni hanno partecipato anche Zola Jesus, Serafina Steer, Seb Rochford e la sorella Jo Apps.
Anche la disposizione dei brani segue un percorso che diventa progressivamente più personale. Nella parte finale dell’album acquistano maggiore spazio i riferimenti alla madre e agli anni della malattia. In “On Your Side”, ad esempio, entrano i ricordi dei viaggi verso l’ospedale durante il periodo delle cure. A questi si affiancano immagini legate alla terra, al raccolto e al passaggio da una stagione all’altra, che ritornano in diversi momenti del disco.
“Dies Irae” tra perdita e continuità
Tra i brani che anticipano “Crying The Neck” c’è “Dies Irae”, il cui titolo richiama la sequenza latina legata alla Messa da Requiem. Il riferimento religioso viene inserito in una canzone che affronta la morte partendo dal tempo trascorso accanto a una persona che si sta per perdere.
La canzone nasce dall’immagine di un’ultima giornata trascorsa con la madre, tra lo studio d’arte e il giardino. Il tema della perdita si accompagna così a quello del tempo che rimane prima della separazione e alla memoria dei momenti condivisi.
Anche l’arrangiamento segue questa impostazione. Archi e parti corali convivono con elementi elettronici e riferimenti alla musica sacra, riprendendo alcuni dei contrasti che attraversano il resto dell’album.
“Dies Irae” introduce così alcuni dei temi centrali di “Crying The Neck”: il lutto, la memoria e il passaggio da una fase della vita a quella successiva, elementi che Wolf mette in relazione con il ciclo delle stagioni e con le immagini della terra e del raccolto.
Fonte immagine Mlle M, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
23.05.2025 – Barbara Scardilli