“Franco Battiato. Il lungo viaggio” è il primo film che racconta in forma narrativa e visionaria la vita e le passioni di uno degli artisti più influenti della musica italiana. Il biopic, diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta, è coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures. Arriva nelle sale solo il 2, 3 e 4 febbraio 2026 come evento speciale Nexo Studios.
Franco Battiato: dalla Sicilia a Milano, l’inizio del percorso artistico
Il film segue il giovane Franco Battiato, interpretato da Dario Aita, dagli anni siciliani fino all’arrivo a Milano nei primi Settanta. È una fase decisiva, in cui la vocazione artistica si confronta con il mondo e con le contraddizioni di una città che diventa laboratorio creativo.
Milano rappresenta il luogo della scoperta, dell’azzardo e della sperimentazione, dove l’urgenza espressiva prende forma e direzione. Questa fase viene raccontata come uno spartiacque esistenziale, segnato dall’abbandono delle certezze e dalla solitudine della ricerca, ma anche dall’incontro con un ambiente culturale in fermento.
Un percorso interiore prima ancora che artistico
Al centro del film c’è una ricerca interiore costante. La musica non è semplice espressione estetica, ma strumento di conoscenza e linguaggio di una tensione spirituale che attraversa tutta la vita dell’artista.
Fin dagli esordi, la vocazione di Franco Battiato si intreccia a un bisogno profondo di senso e a una curiosità per il trascendente. Il racconto evita la retorica e affida a gesti, silenzi e scelte artistiche la narrazione di un percorso vissuto come atto di consapevolezza.
Gli incontri che hanno segnato la carriera del cantautore
Ampio spazio è dedicato agli incontri che hanno inciso sul cammino umano e artistico del Maestro catanese. L’amicizia con Fleur (Elena Radonicich), il rapporto con la madre (Simona Malato) e le relazioni con Juri Camisasca e Giuni Russo emergono come passaggi fondamentali di una crescita personale e creativa.
Un ruolo centrale è riservato allo storico sodalizio con Giusto Pio, collaborazione che ha influenzato in modo decisivo l’evoluzione musicale di Franco Battiato e alcuni dei momenti più alti della sua produzione.
Dalla sperimentazione radicale al successo pop
Il percorso artistico viene restituito nella sua complessità, senza semplificazioni. Dalla ricerca più estrema e sperimentale alle frequentazioni con Giorgio Gaber e Ombretta Colli, fino all’approdo a un successo popolare capace di raggiungere un pubblico vastissimo.
Nel racconto, il successo non appare mai come un punto di arrivo definitivo, ma come uno strumento ulteriore per diffondere idee e visioni, portando contenuti filosofici e spirituali nella canzone popolare.
Il ritorno alle origini e il senso del viaggio
Nel film, il ritorno in Sicilia assume una forte valenza simbolica. Non è soltanto un rientro nella terra d’origine, ma la chiusura di un cerchio esistenziale.
Il luogo delle origini diventa spazio di sintesi e contemplazione, dove passato e presente si incontrano. Qui il viaggio di Franco Battiato trova una nuova quiete, senza spegnere la tensione verso l’altrove. Il film racconta così un movimento continuo, fatto di andate e ritorni e di fedeltà a una visione che ha sempre rifiutato l’immobilità.
Cast e musiche nel film
A interpretare Franco Battiato è Dario Aita, affiancato da un cast che contribuisce a ricostruire relazioni e incontri decisivi del suo percorso. Nel film compaiono Elena Radonicich, Simona Malato, Ermes Frattini, Nicole Petrelli e Giulio Forges Davanzati, insieme ad Anna Castiglia, con la partecipazione di Joan Thiele. Le musiche originali sono firmate da Vittorio Cosma con Giuvazza Maggiore.
Foto di copertina rabendeviaregia, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, tramite Wikimedia Commons
22.01.2026 – Barbara Scardilli