Manila è una città che non si lascia capire al primo sguardo. È rumorosa, caotica, piena di contrasti, ma anche incredibilmente viva. Si impone da enorme capitale delle Filippine, con una stima tra 24 e 28 milioni di abitanti, tra città di Manila e le città del circondario. Si affaccia sulla baia omonima e rappresenta uno dei crocevia storici più interessanti del Sud-Est asiatico, dove Europa, Asia e America si sono incontrate per secoli.

La colonizzazione spagnola

Il passato coloniale spagnolo di Manila inizia nel 1571, quando Miguel López de Legazpi fondò la città sulle rovine di un antico insediamento musulmano chiamato Maynilad. Da quel momento, per oltre tre secoli, Manila divenne il centro dell’Impero spagnolo in Asia. Il cuore simbolico di questo periodo è Intramuros, la “città murata”: un quartiere fortificato con bastioni, chiese barocche, conventi e palazzi coloniali. Ancora oggi, passeggiando tra le sue strade in pietra, ci sente più in ’Andalusia che in Asia tropicale.

La dominazione spagnola lasciò un’impronta profonda sulla cultura filippina: la religione cattolica, celebrata in imponenti chiese come San Agustin (patrimonio UNESCO), è uno degli esempi più evidenti. Le feste patronali, i cognomi spagnoli diffusissimi, la lingua stessa, ricca di parole iberiche, testimoniano un’eredità che ha influito sull’identità nazionale. Oramai tutti i giovani parlano bene l’inglese oltre al loro dialetto filippino, ma le persone di una certa età ancora si fanno capire in spagnolo. 

Giorgio DI Marco Jr

La comunità cinese

Ma la storia di Manila non è solo europea. Molto prima dell’arrivo degli spagnoli, mercanti cinesi commerciavano già con le popolazioni locali. Con il periodo coloniale, la presenza cinese si intensificò ulteriormente. Gli spagnoli, pur diffidando spesso della comunità cinese, ne riconoscevano l’importanza economica. I cinesi erano fondamentali nel commercio, nell’artigianato e nella distribuzione delle merci.

Oggi, la comunità cinese di Manila è una delle più antiche e influenti del Sud-Est asiatico. Il quartiere di Binondo, fondato nel 1594, è considerato la Chinatown più antica del mondo. Qui templi buddhisti convivono con chiese cattoliche, insegne in caratteri cinesi si alternano a palazzi coloniali, e ristoranti storici servono piatti che fondono tradizioni culinarie filippine e cinesi. Questa fusione culturale è uno degli aspetti più affascinanti della città: un’identità ibrida, nata da secoli di scambi, matrimoni misti e integrazione economica. Perdersi tra i mercatini della Chinatown è un’esperienza dei 5 sensi, dai colori, odori, rumori, e sapori. Il tatto viene subito quando si tastano le vesti sui banchi del mercato o si passa al pasto di uno street food, che va sempre mangiato con le mani.

Manila oggi

Manila oggi è una metropoli tentacolare, moderna e in continua evoluzione, ma il suo passato resta visibile a ogni angolo. Tra le mura di Intramuros e le lanterne rosse di Binondo si percepisce una storia fatta di conquiste, resilienza e scambi culturali. 

Il traffico, la povertà lungo le strade, la frenesia di una grande metropoli, certo non danno voglia di visitarla, ma se ti capita di andarci, prenditi tempo: Manila non si concede in fretta… ma quando lo fa, lascia il segno.

Giorgio Di Marco Junior